I pro e i contro della vermiculite nelle scatole omologate ONU 4GV

Le scatole omologate ONU 4GV hanno l’indispensabile funzione di trasportare merci pericolose assicurando non solo il rispetto della normativa vigente ma anche l’integrità del prodotto spedito ma anche di persone, oggetti, ambiente e mezzi di trasporto con cui tali merci entrano in contatto. Caratteristica principale delle scatole 4GV, infatti, è che sono idonee per la spedizione di oggetti o imballaggi interni di qualsiasi tipo per materie solide o liquide appartenenti ai gruppi di imballaggio (detti anche “packing group”) I o di “alto pericolo”, II o di “pericolo medio” e III o di “pericolo basso”.

 

É tuttavia bene ricordare che le scatole 4GV, nonostante la loro versatilità, devono essere utilizzate rispettando le caratteristiche dell’omologazione ONU: per farlo, devono essere utilizzate seguendo le specifiche riportate sul proprio test report per quanto riguarda le distanze minime fra imballaggi interni e le pareti, il fondo e il coperchio della scatola, il massimo peso lordo, il tipo di chiusura e l’utilizzo del materiale assorbente e di riempimento.

Il test report, poi, deve per regolamento essere fornito dal produttore della scatola, come anche le informazioni sulle procedure da seguire e una descrizione dei tipi e delle dimensioni delle chiusure, oltre che di ogni altro componente necessario per l’utilizzo dell’imballaggio.

 

La (tradizionale) importanza della vermiculite

A tal proposito, il materiale assorbente e attutente che viene tradizionalmente utilizzato in abbinamento alle scatole omologate ONU 4GV è la vermiculite: si tratta, infatti, di un materiale di origine minerale che, dopo essere stato sottoposto ad un particolare processo di esfoliazione, si presenta in scaglie o granuli costituiti da micro canali e cellette chiuse: queste sue caratteristiche l’hanno così reso nel tempo idoneo all’assorbimento degli urti e dei liquidi e, dunque, ideale per essere utilizzato come materiale di riempimento per imballaggi. Ma quali sono i vantaggi dell’uso della vermiculite nelle scatole omologate ONU 4GV? E quali, invece, gli svantaggi, che possono far ricadere la scelta su nuove ed innovative scatole 4GV omologate senza vermiculite? Vediamolo insieme.

 

I vantaggi della vermiculite nelle scatole omologate ONU 4GV

Partiamo dai pro, alcuni dei quali sono già stati inevitabilmente accennati in fase di descrizione di tale materiale. Come abbiamo visto, infatti, la vermiculite ha caratteristiche fisiche e chimiche che l’hanno da sempre resa il materiale che, più di tutti, può assolvere a due funzioni imprescindibili per le scatole omologate ONU 4GV: quelle, cioè, di assorbente (di liquidi) e attutente (degli inevitabili urti cui un imballaggio e il suo contenuto vengono sottoposti in fase di trasporto). A questo possiamo aggiungere le altre caratteristiche fisiche e chimiche della vermiculite: essa, infatti, è incombustibile, imputrescibile, esente da impurità, sterile e chimicamente inerte. La vermiculite, popi, non è classificata come merce pericolosa ai fini del trasporto, quindi non è soggetta a nessuno di questi regolamenti.

 

Gli svantaggi della vermiculite nelle scatole omologate ONU 4GV

Passiamo ora a vedere quali sono gli elementi che giocano a sfavore di questo materiale. In prima battuta, ci sono di nuovo le sue caratteristiche fisiche e chimiche: data la sua natura minerale, infatti, essa tende a esfoliarsi facilmente, specie se sottoposta agli inevitabili urti di cui abbiamo accennato poco sopra. Questo causa produzione di polvere, che è tanto più abbondante quanto più il materiale è sottoposto ad attrito.

La polvere, poi, porta con sé due inconvenienti. Il primo riguarda l’uomo: chiunque, tra mittente e destinatario, rischia di sporcarsi nell’atto di maneggiare la vermiculite. E l’unico modo per evitare tale inconveniente è quello di usare DPI come mascherine, guanti e occhiali protettivi, che non solo proteggono l’uomo dalla sporcizia ma anche dalle eventuali inalazioni della polvere, foriere, in caso di vermiculite di bassa qualità, di fibre di amianto. A tal proposito, chi opta per l’utilizzo di vermiculite dovrebbe sempre richiedere la certificazione di esenzione da amianto, è un punto davvero importante per la salute.

Il secondo inconveniente, invece, è quello che riguarda gli imballaggi interni trasportati: anche questi, infatti, si sporcano e, in taluni casi, si danneggiano a contatto con la vermiculite. Un rischio che nessun mittente vuole correre, specie se a essere spediti sono prodotti di valore. Per evitare questo inconveniente spesso si utilizzano dei sacchi aggiuntivi in polietilene per proteggere gli imballaggi interni: tuttavia essi, oltre ad essere un costo aggiuntivo, aumentano anche i tempi di preparazione del collo.

E che dire della difficoltà di maneggiare tale prodotto? La vermiculite, infatti, deve essere posizionata correttamente all’interno dell’imballaggio esterno, ossia mantenendo le distanze tra pareti, il fondo e il coperchio della scatola e fra gli imballaggi interni, come riportato sul certificato di omologazione. Un’attività che richiede tempo e attenzione, aumentando i tempi di preparazione del collo pronto per la spedizione e diminuendo così la possibilità di imballare un grande quantitativo di merci pericolose. A questo, poi, si aggiunge il peso del materiale: questo, infatti, concorre ad innalzare il peso lordo del collo, causando un vero e proprio dispendio di tipo economico, specie per le spedizioni aeree.

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