Imballaggi senza omologazione ONU: chi rischia e quanto

Il trasporto delle merci pericolose deve avvenire nel pieno rispetto di tutte le normative. A seconda della tipologia scelta il regolamento da applicare sarà differente, nello specifico il manuale ADR regolamenta il trasporto via strada, il RID quello via ferrovia, il manuale ADN per le vie navigabili interne, IMDG via mare e ICAO/IATA per il trasporto via aerea.

Per garantire i più elevati standard di sicurezza, salvo eccezioni particolari, per la maggior parte dei trasporti di merci pericolose è necessario utilizzare degli imballaggi omologati ONU. Per omologare ONU un imballaggio bisogna affidarsi a enti certificatori che, a seguito di varie procedure e test specifici rilasciano un certificato di omologazione ed il relativo marchio che deve essere impresso sull’imballaggio.

Per essere precisi il tutto parte dalla richiesta di omologazione che deve avvenire tramite un request form. Questo è un passo fondamentale in quanto il form deve contenere tutte le specifiche che devono essere utilizzate dall’ente certificatore per testare l’imballaggio e che poi saranno indicate nel test report.

 

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I test vengono eseguiti su dei campioni preparati secondo queste specifiche, infatti è fondamentale che l’imballaggio testato sia una fedele riproduzione dell’imballaggio che poi verrà utilizzato per le spedizioni.

In caso di esito positivo dei test, viene rilasciato il test report dove sono indicati con precisione:

  • I materiali degli imballaggi interni;
  • Specifiche degli imballaggi interni (peso, dimensioni, ..);
  • Disposizione degli imballaggi intenri;
  • I materiali dell’imballaggio esterno;
  • Specifiche dell’imballaggio esterno (peso, dimensioni, ..);
  • Produttori ed unità produttiva;
  • Il sistema di chiusura dell’imballaggio.

Il cambiamento di anche solo uno dei punti sopra citati, per esempio il tipo di imballaggio interno o l’unità produttiva, farà sì che l’omologazione ONU decada e che l’imballaggio non sia più valido per il trasporto di merci pericolose rendendo così necessario realizzare una nuova omologazione o estensione contenente le nuove specifiche / modifiche.

Attenzione: Prima di utilizzare un qualsiasi imballaggio omologato ONU verificate sul test report tutti i suddetti punti per essere sicuri di preparare una spedizione conforme senza assumersi nessun tipo di rischio.

Se non vi è stato dato il test report, richiedetelo immediatamente.

Il controllo di produzione: uno strumento fondamentale nonché obbligatorio

Un altro step fondamentale che coinvolge il produttore dell’imballaggio e l’ente certificatore è sicuramente il controllo di produzione. Il controllo di produzione serve a verificare che l’intero processo di produzione degli imballaggi avvenga correttamente ed è obbligatorio ai sensi dei regolamenti per la spedizione delle merci pericolose.

Secondo lo standard europeo dei migliori enti certificatori, i controlli di produzione devono essere eseguiti annualmente per i primi due anni e, successivamente, nel caso i controlli precedenti avessero avuto sempre esiti positivi, vengono effettuati con cadenza biennale. Le persone preposte a tali controlli devono altresì possedere competenze specifiche in base al tipo di azienda che deve essere sottoposta al controllo. Generalmente, i migliori enti certificatori dispongono di uno staff di ispettori specializzati in diversi campi, come può essere ad esempio la produzione di scatole di cartone o in legno oppure di taniche in plastica, fusti in metallo e altro.

Come accennavamo, il controllo di produzione rappresenta una fase fondamentale, anche perché è anche durante questa operazione che viene verificata la validità dell'omologazione. Se, infatti, durante il controllo di produzione anche solo una delle situazioni considerate in precedenza (ossia un qualsiasi cambiamento nel processo produttivo) risulta non conforme al regolamento, le omologazioni potranno essere ritirate e invalidate e rimarrano tali finchè la situazione non verrà regolarizzata.

Le conseguenze dell’invalidazione dell’omologazione ONU

Ipotizziamo l’utilizzo di un imballaggio combinato, avete fatto omologare ONU un imballaggio su misura secondo le vostre esigenze, lo avete utilizzato per anni ma ora vi trovate a dover cambiare una specifica del collo che avete sempre spedito, per esempio il tipo di imballaggio interno.

A questo il nuovo imballaggio non sarà più lo stesso del campione con cui sono stati eseguiti i test, infatti il cambio di imballaggio interno è un punto cruciale nella validità dell’omologazione di un imballaggio combinato.

Come dovete procedere?

L’unica soluzione sarà ripetere tutto il processo di omologazione, ripartendo dal request form, dove andranno riportate tutte le informazioni, prestando molta attenzione alle nuove modifiche. Successivamente l’ente certificatore si occuperà di eseguire tutti i test, come per esempio i test di caduta e di impilamento, sui campioni preparati secondo le vostre richieste e, una volta superati tutti i test necessari, verrà redatto il test report e fornito, salvo casi particolati, un nuovo marchio di omologazione.

Ricordate, è fondamentale rispettare, per ogni spedizione di merci pericolose, tutti i parametri definiti nel test report, poiché il mancato rispetto di anche solo una di queste specifiche invalida l’omologazione rendendo la spedizione non conforme e a rischio sanzioni in caso di controlli ma, aspetto ancor più grave, state immettendo nel processo di spedizione un prodotto che potrebbe danneggiare cose e persone durante il suo corso.

Per evitare questa situazione, è necessario che ciascuna figura coinvolta nella filiera di ottenimento dell’omologazione ONU abbia ben chiare – e rispetti – le proprie responsabilità, gli obblighi e i doveri. Sicuramente l’ottenimento di un’omologazione non è un processo semplice, ci sono vari aspetti che devono essere considerati e valutati prima di iniziare questo iter. Ci devono essere dei passaggi di informazioni chiari e precisi fin dall’inizio, ricordate, quello che poi farà fede sarà il test report che verrà utilizzato, in caso di incidenti o di un semplice controllo per verificare se l’imballaggio è stato preparato conformemente.

L’ente certificatore ha quindi l’obbligo di eseguire tutti i test e le procedure di omologazione rispettando le disposizioni definite nei vari regolamenti per il trasporto di merci pericolose. Inoltre, ha l’obbligo di eseguire i controlli di produzione presso le società che producono gli imballaggi, verificando che tutti i processi siano eseguiti correttamente.

Gli altri attori protagonisti che forniscono gli imballaggi, ossia, nel caso di imballaggio combinato il produttore dell’imballaggio interno ed esterno, hanno invece la responsabilità di produrre nella stessa unità produttiva, con gli stessi macchinari, specifiche e qualità dei campioni forniti all’ente certificatore per l’esecuzione dei test di omologazione. Hanno anche l’obbligo di tenere la tracciabilità dei materiali per almeno 5 anni.

Lo speditore che la maggior parte delle volte rappresenta il richiedente dell’omologazione e che effettivamente si occupa della spedizione della merce pericolosa, ha la responsabilità di verificare che ogni dettaglio relativo alla spedizione da effettuare sia conforme alle normative (ADR, RID, ADN, IMDG e ICAO/IATA) e che l’imballaggio sia preparato in conformità seguendo le specifiche del test report. È, quindi, necessario essere ben sicuri di essere in possesso di tutte le informazioni adeguate per garantire che la spedizione sia conforme.

I classici errori da non commettere

In molti credono che, spedire la propria merce pericolosa utilizzando un qualsiasi imballaggio omologato ONU, significhi essere in regola con le normative per il trasporto di merci pericolose. Niente di più Sbagliato! Come scritto sopra, gli imballaggi omologati ONU sono stati testati e certificati seguendo delle dettagliate specifiche riportate nel request form e, quindi, possono essere utilizzati solo rispettando tutte le disposizioni del test report. Se per esempio acquistate una scatola 4G omologata ONU per il trasporto di profumi in ampolle, non potrete utilizzarla per il trasporto di batterie al litio in piena regolamentazione in quanto non sarebbe conforme. L’utilizzo di un imballaggio non conforme potrebbe causare gravi incidenti durante il trasporto con possibili gravi conseguenze sia per i soggetti coinvolti che per l’ambiente circostante e, in caso di controlli, potrebbe causare fermi merce e l’emanazione di gravi sanzioni.

Altro errore, a volte commesso per non conoscenza della norma, altre volte commesso per evitare la burocrazia, è quello di spedire merce pericolosa ai fini del trasporto utilizzando un imballaggio NON omologato e non dichiarando la merce. Tale procedura è altamente rischiosa, pensate se voi foste su un aereo passeggeri e sotto di voi, in stiva, ci fosse della merce pericolosa non imballata conformemente, e che l’equipaggio dell’aeromobile non sia informato di quello che sta trasportando; sareste tranquilli durante il viaggio?

Infine, quante volte circolando per strada incrociate mezzi trasportanti merci pericolose? Sono davvero tanti questi veicoli e quindi il rispetto delle normative per il trasporto di merci pericolose garantisce la massima sicurezza non solo per gli attori coinvolti nel trasporto ma per tutti, anche per chi viaggia per strada e non ne è apparentemente a stretto contatto.

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