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L’importanza nella scelta dei materiali per le etichette per merci pericolose

Scritto da Serpac | 6-dic-2017 10.46.00

Leggi e vincoli che regolano la materia del trasporto di merci pericolose sono ben diversi da quanto concerne la spedizione, per esempio, di beni per la casa, editoria e abbigliamento. A differenza di questi ultimi, infatti, le prime rischiano di mettere a repentaglio la salute di chi le maneggia, di chi le trasporta e di alterare l’ambiente in cui le merci in questione si trovano.

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Una materia difficile, che va trattata con il massimo della serietà e nel pieno rispetto della normativa vigente. A questo scopo è importante prendere le dovute precauzioni per maneggiare nel massimo della sicurezza prodotti quali liquidi infiammabili, materie corrosive, tossiche e molto altro ancora.

Le etichette: vere e proprie guide

Cautele, queste, che non riguardano solo gli imballaggi e i mezzi di trasporto usati, ma anche le etichette per merci pericolose. Le stesse che vengono applicate su colli, container e veicoli al cui interno sono inseriti i materiali di cui abbiamo parlato finora. Ma a cosa servono? Contenenti diverse informazioni, le etichette per merci pericolose seguono una rigida distinzione per segnalare correttamente il pericolo rappresentato dalle merci contenute.

Per questo motivo, non tutte le etichette sono uguali. A prescindere dalle molteplici informazioni che veicolano, infatti, esse sono realizzate con materiali diversi a seconda della destinazione d’uso.

Casi di applicazione

Partiamo dal mezzo di trasporto: container che navigano per mare, per esempio, non potranno essere etichettati con supporti cartacei. Allo stesso tempo, scatole di cartone non si prestano a supportare placche in metallo. Ecco, dunque, che si rende necessario definire dove queste etichette devono essere collocate così da poter identificare il materiale che più si presta a quella determinata esigenza.

Regolamenti

Tutte le etichette, come richiesto dai manuali, devono essere facilmente visibili e leggibili e devono poter essere esposte alle intemperie senza sostanziale riduzione di efficacia.

È comunque importante ricordare che tra i vari manuali per la spedizione delle merci pericolose potrebbero esserci delle piccole differenze circa il design grafico delle etichette. Possono essere ugualmente accettati i modelli corrispondenti ad altri modi di trasporto, presentanti variazioni minori che non influiscono sul significato evidente della etichetta.

Per capire meglio i regolamenti in gioco: le spedizioni via terra seguono la normativa ADR, quelle via ferrovia rispondono alla normativa RID e quelle via navigabile interna si rifanno alla normativa ADN. Per le spedizioni via mare, invece, è importante attenersi al regolamento IMDG e per quelle via aerea bisogna rifarsi al regolamento ICAO/IATA.

I materiali

Per concludere la scelta dell’etichetta è necessario identificare il materiale corretto. Come detto precedentemente il caso di applicazione è sicuramente un aspetto fondamentale per la scelta corretta, vediamone alcuni casi.

1- Etichette e marchi

Ideali per colli quali imballaggi, IBC e grandi imballaggi, sono per lo più dotati di adesivo permanente con durata interna ed esterna tra i 2 e i 5 anni. In carta, PVC o PE, molti di loro sono stampati con verniciatura UV di protezione e sono vendute con supporto pretagliato in diagonale (etichette in pacchi) o con perforazione zig zag per favorirne il distaccamento (etichette in rotolo). La differenza tra etichette in pacchi o in rotoli sta nel metodo di produzione. Solitamente le etichette in pacchi vengono scelte per piccoli quantitativi di acquisto (es 50,100, 250 pezzi per tipo), mentre, per quelle in rotolo, il quantitativo minimo è di 500 etichette per codice. Per capire meglio quale soluzione scegliere possiamo, inoltre, specificare che si differenziano in:

- Etichette in carta: vengono solitamente scelte per la spedizione di merce che non viene esposta alle intemperie o comunque per un breve periodo. Ad esempio, si potrebbero utilizzare etichette in carta per l’applicazione su colli di cartone stoccati nei magazzini.

- Etichette in PVC: è il materiale che più si presta alla resistenza alle intemperie. Questo genere di materiale è consigliabile quando le merci devono essere esposte all’esterno per lunghi periodi. Ad esempio, si potrebbero utilizzare etichette in PVC per l’applicazione su fusti in acciaio stoccati all’esterno.

- Etichette in PE: sicuramente il polietilene è il materiale che ha un rapporto qualità prezzo ottimo e versatilità nell’utilizzo. Ad esempio, si potrebbero applicare su scatole o fusti sia stoccati internamente che esternamente.

Possiamo, quindi, affermare che il materiale è un aspetto da tenere in considerazione insieme al tipo di confezionamento che si rifà al metodo di produzione. Per avere un mix perfetto tra qualità e prezzo è consigliabile l’acquisto di etichette in PE in rotoli da 500 pezzi.

2 - Placche e pannelli

Questa seconda categoria è idonea per container e veicoli, molti dei quali presentano superfici curve. Anch’essi dotati di adesivo permanente con durata interna ed esterna di 3 e 5 anni, sono in alluminio, materiale plastico o acciaio a seconda della funzione che devono svolgere. Semplici da applicare, in molti casi devono essere anche resistenti al fuoco. È quest’ultimo il caso specifico dei pannelli di pericolo previsti dalla normativa ADR, che devono essere di colore arancione retroriflettente ed avere dimensioni normali (400x300 mm) o ridotte (300x120 mm) a seconda della disponibilità di spazio utile per la loro sistemazione sul veicolo.

Per i pannelli arancioni esiste anche la versione con i numeri, per l’ADR 400x300 mm, mentre per l’IMDG 300x120 mm. Anche in questo caso i pannelli dovranno essere adesivi, oppure, solo per determinati casi per la spedizione ADR, dovranno essere resistenti al fuoco.