UN 3509: come funziona nella pratica
Introdotto nell’ADR nel 2015, il numero ONU 3509 è nato per identificare e semplificare il trasporto di merci pericolose come imballaggi di scarto, vuoti o non puliti. Ciò che ha spinto all’introduzione di questa nuova classificazione è stata la necessità di conciliare le normative per il trasporto di merci pericolose con quelle a tutela dell’ambiente in modo da semplificarne lo smaltimento, il trasporto o il recupero dei materiali.
Da dove partire: lo stato dell’imballaggio
Prima ancora di verificare se si può applicare UN 3509, è necessario partire da una prima distinzione operativa: l’imballaggio è integro oppure no?
Questo è il primo snodo decisionale, perché non tutti gli imballaggi vuoti rientrano automaticamente nel campo di applicazione del numero ONU 3509.
Se l’imballaggio è integro, sarà necessario valutare la finalità della spedizione (riutilizzo o smaltimento). Se l’imballaggio non è integro, è più probabile che si rientri nel caso tipico di UN 3509, ma solo dopo aver verificato che siano rispettati tutti i requisiti richiesti. L’ADR chiarisce al Cap. 4.1.1.11 che per poter utilizzare la classificazione UN 3509 è necessario che siano rispettate le condizioni della disposizione speciale 663 (Cap. 3.3).
Disposizione speciale 663
La parte iniziale di questa disposizione illustra quali sono i suoi requisiti principali di applicazione:
“Questa rubrica deve essere utilizzata soltanto per imballaggi, grandi imballaggi o IBC, o parti di essi, che hanno contenuto merci pericolose e che vengono trasportati per lo smaltimento, il riciclaggio o il recupero del loro materiale, e non a fini di ricondizionamento, di riparazione, di manutenzione ordinaria, di ricostruzione o di riutilizzo, e che sono stati svuotati in maniera tale da contenere solo residui di merci pericolose aderenti agli elementi degli imballaggi quando essi vengono presentati per il trasporto”.
In sintesi, gli imballaggi devono essere vuoti e contenere solo residui della merce pericolosa originariamente inserita al loro interno.
Campi di applicazione della disposizione speciale 663
“I residui presenti negli imballaggi dismessi, vuoti, non ripuliti possono essere solo materie pericolose appartenenti alle classi 3, 4.1, 5.1, 6.1, 8 o 9. Inoltre, essi non devono essere:
- Materie assegnate al gruppo di imballaggio I o per le quali “0” figura nella colonna (7a) della tabella A del capitolo 3.2; né
- Materie classificate come materie esplosive desensibilizzate della classe 3 o 4.1; né
- Materie classificate come materie autoreattive della classe 4.1; né
- Materiale radioattivo; né
- Amianto (ONU 2212 e ONU 2590), policlorodifenili (ONU 2315 e ONU 3432), difenili polialogenati, monometildifenilmetani alogenati o terfenili polialogenati (ONU 3151 e ONU 3152).”
È chiaro quindi come la classificazione come UN 3509 dipenda in modo determinante dall’ultima merce contenuta.
Riutilizzo o smaltimento: una distinzione fondamentale
Un aspetto spesso sottovalutato, ma determinante, è la finalità della spedizione.
La classificazione UN 3509 si applica esclusivamente quando gli imballaggi sono destinati a smaltimento, riciclo o recupero del materiale. Se invece l’imballaggio viene spedito per essere riutilizzato, riparato, ricondizionato o sottoposto a manutenzione, non si applica UN 3509. In questi casi si utilizza normalmente lo stesso imballaggio ricevuto, con le etichette già presenti, senza applicare etichetta R o codice EER.
Imballaggio completo o scomposto in più componenti
Nel caso di smaltimento, è importante capire come viene gestito l’imballaggio:
- Se l’imballaggio vuoto nella sua completezza, così com’è stato ricevuto, viene mandato allo smaltimento, è sufficiente utilizzare lo stesso imballaggio ricevuto e applicare etichetta R di rifiuto e codice EER.
- Se invece l’imballaggio viene scomposto in più componenti (ad esempio separando imballaggio interno ed esterno), è fondamentale distinguere tra componenti contaminati e non contaminati:
- Se una parte non è stata a contatto con la merce pericolosa, non si applica l’ADR a quella specifica parte.
-
Se invece la parte è contaminata da residui di merce pericolosa, si dovrà procedere con la corretta classificazione secondo ADR.
Quando non si può utilizzare il numero ONU 3509
Se i residui presenti rientrano nei casi esclusi dalla disposizione speciale 663, oppure se la merce contenuta richiedeva etichette diverse da quelle ammesse, l’imballaggio non può essere classificato come UN 3509. In questi casi è necessario procedere con una riclassificazione, assegnando un nuovo numero ONU coerente con la pericolosità residua.
Citiamo infine le disposizioni generali, dove si fa riferimento alla gestione della classe 5.1. In questo caso le indicazioni sono di separare le merci con rischio primario o secondario della classe 5.1 da tutte le altre.
“Gli imballaggi dismessi, vuoti, non ripuliti con residui che presentano un pericolo principale o sussidiario della classe 5.1 non devono essere caricati alla rinfusa insieme ad imballaggi dismessi, vuoti, non ripuliti con residui che presentano un pericolo principale di un'altra classe”.
Quale tipo di imballaggio utilizzare quindi per UN 3509?
Chi si occupa di merci pericolose sa bene che la risposta a domande di questo genere non è mai univoca, ma si ottiene analizzando una serie di variabili, spesso anche molto complesse; perciò, anche in questo caso rispondiamo che dipende.
Nel caso di UN 3509 le istruzioni da imballaggio da seguire segnalate nell’ADR sono le seguenti:
• P003
• IBC08 (IBC)
• LP02 (Grandi Imballaggi)
Mentre le disposizioni speciali di imballaggio sono:
• RR9
• BB3 (IBC)
• LL1 (Grandi Imballaggi)
Prendiamo come riferimento la P003 e la RR9 ed escludiamo da questa analisi IBC e grandi imballaggi.
Leggendo la P003 si scopre che nel caso di UN 3509 gli imballaggi devono essere:
“[…] conformi alle disposizioni del 4.1.1.1, 4.1.1.2, da 4.1.1.4 a 4.1.1.8 e a quelle del 4.1.3 e progettati in modo da soddisfare le disposizioni del 6.1.4 relative alla costruzione…”
La RR9 indica che:
“Devono essere utilizzati imballaggi conformi alle prescrizioni del 6.1.4, a tenuta o dotati di una fodera o di un sacco sigillato a tenuta e resistente alla perforazione”. Anche in questo caso, perciò, è necessario utilizzare imballaggi robusti e resistenti, e in aggiunta “Quando sono presenti dei residui liquidi, devono essere utilizzati degli imballaggi rigidi dotati di un mezzo di ritenzione (ad esempio materiale assorbente)”.
Quindi non sono richiesti imballaggi omologati, ma allo stesso tempo un comune imballaggio potrebbe non essere idoneo perché il materiale con cui devono essere realizzati deve essere resistente, solido e di buona qualità. In pratica si dovrà utilizzare un imballaggio con le stesse caratteristiche tecniche e di costruzione di uno omologato senza però la necessità del marchio ONU, come per esempio quelli utilizzati per spedire in Quantità Limitate. (Per approfondire il concetto di “imballaggio robusto” rimandiamo alla visione della nostra videoguida di approfondimento). È quindi sempre consigliabile rivolgersi a fornitori specializzati nella materia come noi di Serpac che abbiamo a catalogo una molteplice varietà di imballaggi e che grazie al supporto di un team specializzato di DG Expert possiamo consigliarti e guidarti verso la scelta migliore per le tue esigenze specifiche.
UN 3509: come etichettare e marcare il collo
Le merci con numero ONU 3509 sono assegnate alla classe di pericolo 9. Gli imballaggi che le contengono dovranno essere quindi segnalati correttamente con etichette conformi ai regolamenti che rispettino tutte le caratteristiche fisiche e grafiche richieste. Anche in questo caso affidarti a un fornitore come Serpac ti garantisce il rispetto delle normative.
Le nostre etichette, placche, marchi e pannelli di pericolo sono conformi a tutti i regolamenti e sono resistenti alle intemperie (ADR 5.2.2.2.1.7) e a 3 mesi di immersione in acqua marina (IMDG 5.2.2.2.1.7). Sul nostro sito puoi acquistare sia l’etichetta della Classe 9 semplice, sia quella con già stampato il numero UN 3509 (altezza carattere 12mm, come da regolamento) oltre che una vasta gamma di altre tipologie che coprono ogni specifica esigenza. A seconda del percorso seguito (riutilizzo, smaltimento completo o applicazione UN 3509), possono cambiare anche le modalità di marcatura ed etichettatura, ad esempio con l’applicazione dell’etichetta R e del codice EER nei casi di rifiuto.
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Ship safe, think Serpac!
