Etichette per tutti i trasporti: breve guida per chi spedisce merci pericolose

“Che ci siano lingue diverse è il fatto più misterioso del mondo. Vuol dire che per le stesse cose ci sono nomi diversi; e questo dovrebbe far dubitare che non siano le stesse cose”. Questo scriveva Elias Canetti, premio Nobel per la letteratura nel 1981. Ed effettivamente il rischio di compiere errori legati all’incomprensione di ciò con cui si ha a che fare è molto alto.

Per questa ragione, è nata l’esigenza di avere una nomenclatura unica per le merci pericolose: un codice che permettesse di identificare in maniera univoca tutte le categorie di prodotti e rischi ad esse legati.

 

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Ecco che nel 1957 a Ginevra viene siglato l’accordo ADR - European Agreement concerning the International Carriage of Dangerous Goods by Road - una normativa che viene aggiornata ogni due anni (l’ultima versione è stata pubblicata nel 2017) e che delinea le norme per il corretto trasporto di merci pericolose su strada in tutta Europa e non solo.

La classificazione dei pericoli ed etichette di riferimento

L’accordo, in particolare, prevede nove classi di pericolo, tra cui alcune di esse sono suddivise in divisioni, consultabili al secondo capitolo della normativa, ad ognuna delle quali è stata assegnata una precisa etichetta di riferimento. Questa andrà applicata su colli e container e veicoli per identificarne il contenuto. Vediamo dunque l’argomento più nel dettaglio:

  • Classe 1: comprende le materie e gli oggetti esplosivi. L’etichetta di accompagnamento è arancione con un’icona nera che rappresenta l’esplosione di una bomba. In alcuni casi possono anche riportare la scritta “EXPLOSIVES”.
  • Classe 2: questa va ad indicare tutti i prodotti gassosi. Dato che esistono diverse tipologie di pericoli legate ai gas, sono state create delle divisioni più specifiche. Troviamo quindi la classe 2.1 per i gas infiammabili, la 2.2 per i gas non infiammabili, non tossici e la 2.3 per i gas tossici. Le tre etichette possono riportare anche un testo descrittivo del pericolo a seconda della sottoclasse: “FLAMMABLE GAS” (classe 2.1), “NON FLAMMABLE GAS/NON TOXIC GAS” (classe 2.2) o “TOXIC GAS” (classe 2.3).
  • Classe 3: la terza classe va ad identificare i liquidi infiammabili come acetone, pentanoli e amilammine, vernici e profumi. Sono di colore rosso con l’icona di una "fiammella". Possono eventualmente riportare la scritta “FLAMMABLE LIQUID”.
  • Classe 4: la normativa qui si divide in tre diverse sottoclassi molto distinte tra di loro. La classe 4.1 racchiude i solidi infiammabili, materie autoreattive, materie che polimerizzano ed esplosivi solidi desensibilizzati, la 4.2 racchiude le materie soggette ad accensione spontanea, e, infine, nella 4.3 troviamo materie che, a contatto con l’acqua, sviluppano gas infiammabili. Come nei casi precedenti, possiamo trovare anche delle diciture di accompagnamento specifiche per ogni sottocategoria o divisione.
  • Classe 5: questa classe ha due sottocategorie/divisioni. La prima - 5.1 - comprende le materie comburenti (come il perossido di zinco o il nitrato di piombo); la seconda - 5.2 - include i perossidi organici.
  • Classe 6: come nel caso precedente, anche qui troviamo due sottocategorie. La classe 6.1 comprende le materie tossiche, mentre la 6.2 comprende le materie infettanti. L’etichetta per queste due categorie è bianca con il disegno di un teschio per la 6.1 mentre per la 6.2 troviamo il simbolo degli infettanti.
  • Classe 7: comprende tutti i materiali radioattivi.
  • Classe 8: In questa categoria sono comprese tutte le materie corrosive come gli acidi ad esempio. L’etichetta è bianca e nera con il simbolo di due provette che si riversano su una superficie e su una mano.
  • Classe 9: eccoci giunti alla fine della nostra carrellata. Le merci pericolose appartenenti a questa classe sono materie e oggetti pericolosi diversi come ad esempio le batterie al litio. Le etichette di classe 9, dovendo indicare diversi prodotti sono bianche a strisce nere nella parte superiore mentre, nella parte inferiore, sono di colore bianco con il numero 9 all’interno. Fa eccezione solo la nuova etichetta di batterie al litio classe 9 dove nella parte inferiore troviamo, oltre al numero 9 anche il simbolo delle pile e batterie.

Caratteristiche delle etichette per merci pericolose

Come abbiamo appena visto, ad ogni classe di pericolo corrisponde un’etichetta ben precisa. Tutte le etichette, tuttavia presentano delle caratteristiche in comune: ad esempio devono essere a forma di losanga e misurare 10 cm per lato, poi devono essere realizzate con materiali di alta qualità - in genere carta, polietilene (PE) e PVC - per prevenire eventuali distaccamenti, decadimenti di materiali ed illeggibilità delle informazioni.

Per essere sicuro della qualità dei materiali che acquisti, informati sul tipo di materiale ed adesivo utilizzato e se sono conformi alle richieste dei regolamenti come, per esempio, la resistenza ad immersione in acqua marina di 3 mesi.

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