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Best practices: assorbitori tecnici e capacità aumentata

Ormai la preservazione dell’ambiente non è più solo un obbligo di legge, ma è anche una pratica reale di tutte le aziende che vogliono agire secondo regole etiche condivise dal senso comune.

Parole come sostenibilità e sicurezza fanno oramai parte del nostro lessico quotidiano, e innescano un processo virtuoso che porta ad innalzare i propri standard quando si operano scelte a tutti i livelli a partire dalla produzione, fino alla tutela dei lavoratori e dell’ambiente.

Tutte le aziende, dalle più grandi alle più piccole, e in tutti i settori produttivi, dalla meccanica al tessile fino alla chimica o alimentare, sono interessate dal discorso della pulizia, ordine e riduzione dei rischi ambientali e di salute dei lavoratori legati agli incidenti che possono avvenire durante la produzione, lo stoccaggio e il trasporto.

Uno dei problemi che va risolto con maggiore solerzia, e quindi possibilmente prevenuto nella maniera più efficace, è quello degli sversamenti e perdite di liquidi. In questo ambito si fondono sia il rispetto dell’ambiente sia le responsabilità legate alla figura l’HSE. Avete mai sentito parlare di “Delitto Ambientale?” L’articolo 452 bis Codice penale paragona i danni ambientali ai delitti contro la persona, che sono quindi puniti con la reclusione da due a sei anni e con la multa da euro 10.000 a euro 100.000. Ecco perché gli HSE ed i responsabili ambientali sono sempre spronati a trovare le migliori soluzioni per eliminare i rischi ambientali.

Difatti perdite di olii o prodotti chimici sul pavimento o, peggio ancora, nelle acque di scarico possono comportare un rischio immediato per l’ambiente e per le persone.

La tecnologia odierna mette a disposizione di chiunque se ne voglia dotare dei prodotti ingegnerizzati a tale scopo, che consentono di contenere sversamenti e fuoriuscite di liquidi di praticamente qualsiasi natura e di assorbire queste sostanze nocive in maniera sicura; inoltre, queste tipologie di assorbitori sono studiati affinché siano il meno impattanti possibile quando bisogna smaltirli al termine del loro utilizzo, diversamente dagli stracci comuni o dai granulari di vecchio tipo. Gli assorbitori tecnici, infatti, pesano poco ma assorbono molto, riducendo il peso totale del rifiuto da eliminare (assorbitore + liquido assorbito).

Ora che abbiamo dipinto il quadro generale, e dato che abbiamo già precedentemente illustrato quali sono questi assorbitori, possiamo concentrarci sulle migliori pratiche da mettere in atto quando ci dotiamo di questi prodotti.

In generale dobbiamo sovvertire la regola per cui “less is more”, perché in questo caso “more is less”, sempre seguendo il buon senso.

Più dislochiamo materiale assorbente nei luoghi di potenziale sversamento, meno dobbiamo preoccuparci di eventuali danni derivanti da sversamenti accidentali o dai continui gocciolamenti dei nostri macchinari, specie quando interveniamo con della manutenzione anche ordinaria.

Di certo anche in questo caso va usato il buon senso, o meglio ancora le giuste considerazioni vanno unite al consiglio di un esperto che ci sappia spiegare quali prodotti acquistare in base alle nostre esigenze.

Questo significa che dobbiamo prepararci per il massimo del versamento che può accadere in azienda, senza però pensare di poter contenere…la catastrofe.

Ad esempio, se in magazzino abbiamo cinque IBCs da 1000 litri l’uno, sarà utile avere 5 kit di assorbitori da 1000 litri? Quante sono le possibilità che si rompano tutti assieme? E vogliamo assorbire tutto l’eventuale liquido fuoriuscito oppure vogliamo recuperarne quanto più possibile?

Non essendoci una norma precisa che ci dice quanto deve essere la proporzione fra la capacità del contenitore e del materiale assorbente, la guida da seguire è quella del buon senso. Se dovesse succedere qualcosa bisogna dimostrare di aver fatto tutto il possibile per contenere il danno. Proprio per questo potremmo consigliare degli assorbitori in grado di assorbire da 1/3 a 3/3 della capacità dell’imballaggio più grande, prendendo in considerazione fattori come la distanza dai tombini, la pendenza del magazzino, i sistemi di contenimento, ecc.
Oltre alla capacità si deve anche tenere conto della posizione: ad esempio, non è una buona pratica porre un kit assorbente, anche sovradimensionato rispetto al rischio, lontano dal luogo di rischio sversamento, perché in quel caso si sprecherebbe tempo prezioso per raggiungerlo, durante il quale il liquido si spanderebbe pericolosamente obbligandoci ad una pulizia su una area più ampia, più onerosa e che ci espone a maggiori rischi ambientali.

Insomma, per mettere in atto le pratiche migliori in caso di sversamenti bisogna utilizzare i giusti prodotti e farlo in maniera corretta. Ecco da dove deriva l’espressione “capacità aumentata”, ovvero la capacità fisica di assorbimento e la capacità tecnica di assorbire un tipo di liquido specifico.
Noi di Serpac possiamo consigliarti al meglio per scegliere l’assorbitore più adatto alle tue esigenze, abbiamo anche preparato una guida per sapere come comportarsi in caso di sversamenti.

Ricorda, differenti liquidi e situazioni non analoghe possono necessitare di assorbitori diversi:
  • acqua, solventi, oli e sostanze non aggressive possono essere assorbite con la gamma Universale;
  • sostanze oleose possono essere assorbite con la gamma idrorepellente Oil-Only;
  • sostanze acide e basiche possono essere assorbite con la gamma Haz-Mat.
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Aggiungendo la tua buona volontà di rendere il posto di lavoro pulito e sicuro e l’intenzione di salvaguardare l’ambiente, creeremo sicuramente una ricetta di successo!